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Un esperimento: Fluxbuntu su VirtualBox 22 Febbraio 2008

Posted by Cerberus108 in Linux, ubuntu.
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Aah… Finalmente ritrovo tempo di scribacchiare qualcosa sul mio blog! A causa di seri impegni scolastici infatti ho dovuto fronteggiare una forte sensazione di mancanza di tempo, il che mi impediva moralmente di mettermi a scrivere qui… In ogni caso, spero di pubblicare al più presto una guida per estrarre i soundfont compressi con SFARK su Linux, per aprirmi le porte alla pubblicazione di un lavorone che mi sto preparando, riguardo a Rosegarden… Nel frattempo, vi parlo un po’ di Fluxbuntu.


Una schermata di Fluxbuntu.

Esplorando il mondo vasto, variopinto e variegato delle distribuzioni Linux, sono andato in cerca per una distro leggera, user-friendly e soprattutto che soddisfasse le mie esigenze musicali (quindi, repo vaste e magari deb-based, visto che gli rpm mi stanno un po’ antipatici…)… e una delle tante che avrebbe potuto soddisfacermi era Fluxbuntu.

Questa distribuzione, basata su Ubuntu e suo fork non ufficiale (diversamente quindi da, ad esempio, UbuntuStudio), è estremamente “lightweight”: la sua immagine di CD pesa infatti poco più di 300 MB, includendo pochi programmi essenziali come Kazehakase, browser molto all’osso seppur ancora usabile, Rox come file manager, Pidgin come IM, e altri programmi tra i quali ovviamente Fluxbox e le librerie GTK per far girare alcune applicazioni native di GNOME.

Essendo leggermente diffidente sull’installare una nuova distro direttamente su HD, ho pensato di cercare di emularla tramite VirtualBox con lo scopo di evitare potenziali disastri immani alle mie partizioni, o di compiere un’installazione con parametri indesiderati a causa di una mia relativa niubbaggine.

L’installazione è andata liscia come l’olio, giusto un po’ lentina con l’installazione del kernel, ma si è ripresa più avanti; il primo avvio, invece, mi ha sorpreso, nel bene e nel male: ho avuto davanti agli occhi un’ottima Usplash, raffigurante un cronometro che, a mano a mano proseguiva il caricamento, scopriva il logo di Fluxbuntu… dandomi benissimo tempo di ammirarlo e rimirarlo, dato che ci ha messo un bel po’ a caricarsi. Spero solo che siano le scarse prestazioni della macchina la colpa di ciò: un AMD Sempron a 2.1 Ghz diviso tra GNOME (già pesantuccio di per sé) e VirtualBox, con 500 MB di RAM assegnati alla mia virtual machine potrebbe farlo pensare tranquillamente…

Dopo aver installato il software base di VirtualBox, le Guest Additions, sulla mia macchina virtuale, ho proceduto all’esplorazione del sistema, permettendomi di poter scrivere quanto descritto sopra. Un commento? Ottimo il tema, mix di rilassante e vivace al punto giusto, con abbinamenti di bianco e verde chiaro. Ora toccherà vedere come se la caverà sotto esecuzione nativa, installata realmente nel mio pc: il mio scopo è quello di potermi permettere di aprire diversi VST, Rosegarden, Qsynth e altre applicazioni e non leggere Rosegarden che mi dice “Capacità del processore di riprodurre in tempo reale terminata.” (eh sì… GNOME è pesantuccio assai…).

E tutto qui… spero di poter scrivere quello di cui accennavo all’inizio, e di parlare ancora di questo sistema intrigante.

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